Sito curato dal Prof. Michele Partesotti  

https://michelepartesotti.wordpress.com/

La vera lega è ,dalla fine dell'ottocento fino all'avvento del fascismo, l'associazione solidaristica dei braccianti e dei lavoratori più poveri , ispirati dai parroci e dai primi autentici socialisti

Dal discorso alla Camera dei Deputati

che costò la vita all' On. G. Matteotti

 


Le regole senza Costituzione nella storia sono state usate come strumento di oppressione, spesso nelle mani di tiranni.                                                                             Michele Partesotti

I DIECI  PUNTI  DI  UNA  NUOVA  POLITICA             

PER IL PROGRESSO SOCIALE E PER IL BENESSERE

 

1.   Mettere in sicurezza il territorio, le aziende ed i cittadini sul piano delle immissioni e degli eventi naturali.

 

2.  Favorire l'investimento nel circuito economico

 

   industriale delle risorse  del risparmio,

 

   mediante apposite riforme del mercato

 

   finanziario

 

3.    Finanziare una no tax area per i redditi più  

 

bassi degli artigiani, dei commercianti e dei

 

piccoli proprietari d'immobili attraverso

 

un'accorta e serrata lotta all'evasione fiscale

 

4.  Favorire l’occupazione giovanile anche    

attraverso il turn over generazionale, con

misure mirate e non generalizzate.

 

5.  Scorporare dai vincoli internazionali gli  

   investimenti per la messa in sicurezza del

   territorio, per la sanità e per l’istruzione

 

6.   Prevedere la ratifica degli elettori per i

   trattati internazionali

 

7.   Non ammettere che i partiti neghino la libertà    

   di voto agli eletti

 

8.   Assegnare la cittadinanza italiana anche a

    condizione della partecipazione contributiva

 

9.    Remunerare tutti in applicazione del principio costituzionale dell’equa retribuzione

 

10.  Limitare e sottoporre al controllo della Corte

   

    dei Conti le retribuzioni degli eletti tutti

 

 

Michele Partesotti

 

APPELLO  PER  LA  PACE

 

LA CONDANNA AI CRIMINAALI  DI GUERRA NAZISTI, GIAPPONESI, SERBI, CROATI, MA ANCHE ITALIANI O AMERICANI E’ SEMPRE STATA CREDIBILE SOLO DOPO UN REGOLARE PROCESSO IN UN TRIBUNALE INTERNAZIONALE,  O NAZIONALE NEL CASO DEI CRIMINI AMERICANI IN VIETNAM.

L’IMPERIALISMO  ARABO E PERSIANO IN SIRIA, L’IMPERIALISMO RUSSO E TURCO IN MEDIO ORIENTE, L’IMPERIALISMO AMERICANO NEL GOLFO , IL POSTIMPERIALISMO  FRANCESE  NEL  MEDITERRANEO, SARANNO LA RISPOSTA GIUSTA  , IN GRADO DI PUNIRE I CRIMINALI DI GUERRA DELLA SIRA , DI STANARE GLI ASSASSINI DELL’ISIS E DI IMPEDIRE DOMANI ALTRI CRIMINI MAGARI IN UCRAINA ?

LA RISPOSTA E’ NO PERCHE’ LE RAPPRESAGLIE NON RAGGIUNGONO I RESPONSABILI E COLPISCONO SOPRATTUTTO DEGLI INNOCENTI . LE RAPPRESAGLIE INNESCANO SOLO ALTRE GUERRE SPESDSO ANCH’ ESSE CRIMINALI . ALLORA NON C’E UNA LEGITTIMAZIONE  ALLA RAPPRESAGLIA PERCHE’ CIO’ DI CUI HA BISOGNO ADESSO IL POPOLO SIRIANO E’ SOLO DELLA PACE, DI UNA RISPOSTA POLITICA CHE DESTITUSCA ASSAD E TUTTI I PROTAGONISTI DI QUESTA FEROCE GUERRA CIVILE.

 

QUINDI , SICCOME LO SCHIERAMENTO NEL MEDITERRANEO NON E’ DA SEMPLICE AZIONE PUNITIVA, MA DA III GM, SICCOME NOI SIAMO AL CENTRO DEL MEDITERRANEO, SI MUOVA ANCHE  LA POLITICA ITALIANA PER FAR SI CHE LA UE PROPONGA DELLE SOLUZIONI POLITICHE PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI , ANCHE  ATTRAVERERSO IL SUO MINISTRO DEGLI ESTERI MOGHERINI, SI MUOVA IL PD ANCHE ATTRAVERSO IL PRIMO MINISTRO GENTILONI , SI MUOVA LA POLITICA ITALIANA PER TUTELARE GLI INTERESSI DELLA PACE E DELL’ITALIA.

 

Michele Partesotti

 

 

Lettera al Presidente degli USA

   Egregio Sig. Presidente, come direbbe un mio famoso concittadino     italiano,
  mi consenta, 
 mi consenta di scriverle anche se non sono cittadino americano.         
Ha attraversato il mondo la sua proposta di armare gli insegnanti per   proteggere gli studenti.                                                                             E’ un’idea che sa molto di etica e pochissimo di pragmatica, perchè   Lei sa bene che non si può realizzare .E’ un’idea globale perchè   investe il ruolo degli insegnanti nella scuola in generale ed aumenta la   nostra responsabilità senza darci gli strumenti per agire e le spiego   perchè: quello di cui noi abbiamo bisogno non sono i bastoni dei   maestri dell’ottocento e neanche le colt che volete difendere a costo   della vita dei vostri figli, quello che ci serve è la dignità del nostro     ruolo nella scuola e nella società e le spiego che cosa significa anche   questo.                                                                                               Dignità del lavoro significa uno stipendio proporzionato alla qualità e   all’importanza di quello che si fa , importanza per le persone prima di   tutto; dignità nella società significa licenziare tutti quelli che dicono o   pensano che con la cultura non si mangia; dignità nella scuola   significa darci l’autorevolezza di cui abbiamo bisogno attraverso il   rispetto per il nostro status e per il nostro ruolo.                                   Vede Signor Prsidente , diceva Seneca (ifilosofo e maestro di Nerone)   che l’uomo impara insegnando. Sembra uno scherzo, ma è la verità.   Quando sei in classe non basta che tu sappia la materia perchè devi   sapere a memoria quello che gli studenti vanno a leggere sul libro   (ammesso che sappiuano ancora leggere nonostante i Vs   stramaledetti telefonini) , altrimenti, se non li accompagni per mano ,     si perdono. Lei sposta il problema della sicurezza degli studenti   interamente sulle nostre spalle e noi che i vostri figli li amiamo se   fosse possibile vorremmo riuscire a difenderli, ma abbiamo altro da   fare . Altro da fare perchè per preparare un’ora di lezione ci vogliono   ore di studio più la programmazione e le relazioni con famiglie e   colleghi; perchè per correggere un’esercitazione di una classe con 30   studenti ci vogliono almeno 5 ore; perchè per ritornare in piena forma   dopo un anno scolastico ci vogliono mesi di riposo e di studio per   l’aggiornamento, etc.
  Signor Presidente , lo dico a Lei ma anche a tutti quelli che si   occupano di scuola, se quando viene l’idraulico a casa nessuno ha la   presunzione di dirgli quale tubo deve cambiare o come deve   smontarlo, abbiate pazienza anche con gli insegnanti e lasciate che   prendano gli studenti dalla parte che ritengono opportuno, lasciate     che si occupino di loro e non dategli fucili nè bastoni, ma nemmeno   compiti amministrativi o da tecnici informatici, lasciateci continuare a   studiare e ad imparare insieme ai vostri figli, che ne hanno davvero   tanto bisogno
.           

    Prof. Michele Partesotti

LEGA DEMOCRATICA PER IL LAVORO

per il rinnovamento del partito democratico

 

      la stagione dei grandi partiti di massa non e’ finita,  si deve tornare alla politica dei comizi e della partecipazione ai dibattiti, come quando la gente si faceva decine di chilometri anche a piedi per ascoltare i fondatori dei partiti socialisti e democratici ed i contadini fondavano le leghe dei braccianti per difendersi dalla miseria.

Michele Partesotti

 

Attraverso l’ideologia pseudo-federalista che imperversa trasversalmente da vent’anni in tutti gli schieramenti si è indebolita la partecipazione popolare ed il "pathos" sui grandi temi della politica , perché si è dispersa l’identità comune che anima la volontà e la forza della politica, sviando l’attenzione degli elettori verso i campanili e disaggregando l’esercizio della libertà in politica.

 

Il Partito democratico non può evolversi all'interno di patti tra le segreterie basandosi solo sul consenso degli iscritti /militanti : il pericolo che clientelismi e rapporti informali facciano del partito democratico l’ennesimo formazione burocratica vista con diffidenza dall’ elettorato c’è e viene proprio dall' autoreferenzialità , coltivata  con il personalismo e la mancanza di dialogo 

Si deve ridare spazio alla politica da sinistra,ma in modo democratico , per essere credibili nei confronti dei disagiati che ci sono tra i giovani, tra i pensionati e nel mondo del lavoro. Un partito che si definisce democratico deve superare le modalità propagandistiche di comunicazione che fanno accettare alle masse le decisioni politiche calate dall’alto : nuove tecnologie e forme di democrazia diretta permettono di dare nuovo impulso alla partecipazione e possono avvicinare molto ai giovani ed alle famiglie, che sono il cuore della società italiana.

 La lega democratica vuole stimolare la formazione di una forza politica che mantenga un legame forte con la società, utilizzando tutti i canali di comunicazione per coinvolgere l’elettorato nella politica  distinguendosi bene dall’ approccio della destra.

 La società per la destra è l’oggetto di una politica di difesa di privilegi e di posizioni dominanti. La società per la sinistra democratica deve tornare ad essere il soggetto che fa politica in una dinamica aperta al merito e all’ascesa sociale, attraverso un livellamento verso l’alto nella cultura, nella ricerca e nelle dimensioni dell’industria.

Problemi come la tutela dei risparmiatori nei confronti delle banche e della speculazione sugli investimenti in borsa, delle assicurazioni nel settore dei contratti per responsabilità civile o ancora il problema devastante della disoccupazione delle donne e dei giovani, non possono essere risolti dai vertici politici attraverso alleanze “contro natura”.

 Nell’ intraprendere il cammino che porta alla naturale integrazione tra la matrice laica e quella cristiana della sinistra, ci si deve guardare dal rischio di progettare sempre tutto intorno ad un tavolo, perché non è più di tavoli che c’è bisogno , adesso abbiamo bisogno di incontri , di dialoghi e di scelte decisive per reindustrializzare il paese.

 

 

 

 

 

 

 

Lavoro e sviluppo

I problemi che riguardano il risparmio ed il lavoro vanno riportati in un Parlamento che rappresenti veramente gli interessi sociali ed economici del paese , dove vi possa essere un dibattito che investa tutte le parti sociali interessate e dove le proposte di legge , siano anche di parte, portino a sintesi ricche di confronto e di coerenza pragmatica, che chieda sacrifici solo in una prospettiva di equità e di crescita diffusa

 

Tra gli elettori e nell’ imprenditoria si sente fortunatamente ancora la necessità di avere una forza politica che dia corpo alla vocazione di unità del paese per rendere diffuso un mercato del lavoro equo e sufficientemente ricco, vocazione che è stata per troppo tempo oscurata dalle polemiche anticomuniste, quasi sempre solo strumentali ad incrementare i profitti di cattivi speculatori che non vogliono assumersi il rischio d’impresa, aumentando la produzione e l’occupazione.

 

La sfida che si deve raccogliere è quella di saper filtrare , razionalizzare e coinvolgere il disagio dentro a progetti realistici e flessibili nel senso dinamico del termine, perchè rispondono a tutte le esigenze dell’industria, dalla ricerca alla finanza, dalle competenze dei lavoratori alle reti di infrastrutture e di servizi pubblici

S deve dare voce a tutte le categorie sociali, aggregandole in un disegno di governo nazionale che riporti il paese intero ad avere una capacità produttiva propria,  tale da resistere sul piano finanziario ad eventi ciclici dannosi

 

Sotto il profilo organizzativo non si devono sottovalutare i limiti che la burocrazia interna e i localismi clientelari pongono all’evoluzione di ogni struttura organizzata, soprattutto in politica:    articolare un’ associazione su degli schemi che si danno per scontati, come la divisione dei compiti di lavoro e la gestione dal vertice delle scelte, significa ampliare i punti deboli che esistono in  ogni organizzazione che vuole crescere e che cerca di dispiegare il proprio potenziale

. Dobbiamo uscire dalla trappola della burocrazia verticistica e pseudo federalista che si riproduce in una miriade di piccole burocrazie locali, che ricercano ad ogni costo l’appoggio dei potentati locali ; il paese ha bisogno di politici che parlano alla gente e che ascoltano il parere della gente.

 

Io credo che ciò sia possibile proprio con il dialogo continuo su tutte le scelte fatte e da fare, perchè e’ parlando con la gente che si capiscono i problemi e che si trovano le soluzioni.

Allora è venuto il momento di sfruttare tutte le occasioni che la comunicazione di massa ci da anche in politica.

 Diversamente dalla destra che dagli anni venti ad oggi ha rilanciato attraverso i mass media forme di cesarismo senza veli che tanti disastri hanno portato all’Italia ,  oggi noi dobbiamo usare gli strumenti di comunicazione proprio per fare l’opposto; oggi possiamo dare l’occasione alla gente di parlare e di partecipare direttamente al processo decisionale in politica.La politica deve diventare un processo di ricerca che nasce da un progetto flessibile, che si confronta continuamente con la realtà senza perdersi in alleanze con le lobbies locali , o tentando di cooptare gli avversari con promesse incompatibili con i propri principi.

La società e’ composta da tutti quei gruppi, formali e non, nei quali le persone si riconoscono o lavorano e che spesso non hanno una voce.

Sono questi gruppi sociali il bersaglio che gli esperti di comunicazione e di pubblicità studiano, perchè sono l’oggetto di tutti i loro condizionamenti mediatici, anche politici.

Tutte le parti sociali devono aver  voce senza far perdere l’identità politica democratica, grazie ad uno sforzo organizzativo che permetta, attraverso forum, consultazioni online  e referendum interni , di mantenere alta e viva la partecipazione soprattutto tra i giovani , che sono il nostro futuro.

Le forme di partecipazione diventano forme di legittimazione dell’agire politico a condizione che i programmi politici vengano realizzati monitorando costantemente gli effetti che producono nella società, portando anche ad un aggiornamento continuo dei progetti medesimi.

 

Democrazia non e’ solo rappresentanza

 

democrazia non e’ solo partecipazione

 

democrazia e’ anche uguaglianza sostanziale

 

In un sistema che allarga le disuguaglianze materiali e generazionali la po-litica può e deve tornare ad essere  il momento in cui  giovani, anziani , disoccupati e benestanti si confrontano ad armi pari sul terreno delle idee, dei diritti e dei doveri civili.

 

 

 

 

Michele Partesotti

 

Un posto per i migranti

Un posto per i migranti

 

E' evidente per chiunque sano di mente che i profughi che fuggono dalla siccita', dalla fame e dalle guerre, come anche quelli che non fanno altro che cercare la liberta', perche' oppressi da regole arcaiche o da despotismi biechi, non si fermeranno neanche davanti alla morte.

Noi non possiamo lasciarli affogare , ma non possiamo neanche abbandonarli nel nostro territorio se vogliamo una societa' civile ed ordinata.

Il numero dei profughi, a causa di insensate politiche di sostegno a regimi tirannici da una parte , come anche a ribelli integralisti dall'altra, continua a crescere 

I paesi piu' ricchi e potenti non possono chiamarsi fuori da questi flussi migratori, perche' se abbandonano i paesi di frontiera questi ultimi non riusciranno ad arginare i flussi che, anche sotto la spinta della crescita demografica, diverranno incontenibili.

Come ha detto J. M. Keynes bisogna dubitare della sanita' mentale dei politici che vogliono dare un assegno di disoccupazione ai muratori, quando mancano le case per la gente.

Mutatis mutandis, ci si deve porre il problema di come impiegare questi che sono in gran parte contadini in fuga per risistemare e mettere in sicurezza il territorio, cosi' come  anche il patrimonio edilizio rurale che sta andando in forte declino per l'abbandono e l' incapacita' sempre piu' diffusa degli eredi di curarsene.

Tra l'altro esistono anche regolamenti della UE che stanziano fondi consistenti per il ripristino edilizio delle aree rurali e di montagna soggette ad abbandono.

In ogni caso un problema di questa portata merita un tentativo serio di integrazione economica dei migranti, che e' l'unico vero modo per trasformarli da minaccia a risorsa.

Tra le pieghe degli istituti giuridici che ci hanno tramandato i nostri antenati ce n'e' uno che si chiama enfiteusi e che forse sarebbe il caso di recuperare e anche di rimettere in auge con le dovute modifiche ed adattamenti.

E' il diritto di utilizzare il fondo altrui percependone i frutti con l'obbligo di migliorarlo e di pagare una prestazione in danaro o in natura.

Se i nostri legislatori, tra una riforma e l'altra, mettessero mano anche a questa, potrebbe scaturirne una soluzione, modificando questo istituto in modo da dare al proprietario che concede al migrante un'esenzione fiscale completa per tutto il periodo, riducendone la durata e rendendolo non alienabile ne' trasmissibile, concedendo al migrante l'accesso ai fondi europei per le opere di ristrutturazione e di manutenzione straordianaria.

Una riforma ben congegnata dell'enfiteusi potrebbe permettere di estenderla anche a fabbricati ad uso civile e commerciale in aree urbanizzate e potrebbe aver successo per risolvere il problema dei proprietari incapienti che abbandonano gli immobili, il problema dei migranti da mettere sotto un tetto, il problema dell'abbandono del territorio ed il problema del mancato utilizzo dei fondi europei.

 

Prof. Michele Partesotti

 

 

La Riforma della Costituzione

 

Si tratta di passare da una concezione delle riforme in chiave ideologica, ad un’impostazione che privilegi finalmente gli aspetti organizzativi per disporre al meglio delle risorse , focalizzandosi sui risultati

Considerato che il Parlamento e’ la  principale istituzione attraverso cui si esprime la sovranita’ popolare ,che i consiglieri regionali vengono eletti per occuparsi delle materie che l’art 117 della Costituzione  lascia alle regioni, è logico istituire una camera regionale che si occupi del coordinamento delle materie  più importanti di  competenza regionale come ad es. il turismo,

l’ istruzione professionale e la sanità , la gestione delle reti di comunicazione e di quella scolastica 

Fatta salva così l’esigenza che viene dalla necessità di difendere il principio della sovranità popolare attraverso l’elezione diretta di entrambe le camere, ci si attiva per migliorare il coordinamento tra la legislazione nazionale e quella locale,  predisponendo degli strumenti di legge come le Direttive o le Leggi cornice, Deleghe regolamentari, tese ad armonizzare le regole per la gestione dei servizi, l’amministrazione delle risorse presenti nel territorio e la gestione sul territorio delle strutture necessarie per erogare i servizi pubblici.

 Inoltre si deve ripristinare la gestione unitaria, attraverso enti ad hoc regolati e controllati da Commissioni della Camera delle Regioni, di attività che si occupino su scala nazionale della promozione dell’immagine turistica all’estero, della gestione delle reti di strade in modo coordinato, della gestione di reti di trasporti su strada e su ferro con risorse distribuite equamente sul territorio, della gestione e del restauro dell’immenso patrimonio artistico ed architettonico, della messa in sicurezza del territorio contro calamità naturali, della sicurezza stradale, di nuove regole per i piani regolatori comunali in materia edile ,della gestione delle risorse idriche e , non ultimo per importanza , della capacità di proporre progetti per opere pubbliche necessarie nel territorio onde ottenere finanziamenti europei, nazionali e privati in applicazione di un vero principio di sussidiarietà che parta finalmente dal basso.

Sul piano formale l’articolo 117 deve tornare alla formulazione originale, ridando allo Stato la competenza generale in materia legislativa, ed ampliando le competenze delle R egioni in modo chiaro e definito.

Le materie di legislazione concorrente vanno assegnate in parte allo Stato regioni ed in parte lasciate alle regioni con il coordinamento della Camera delle Regioni su : sicurezza sul lavoro, istruzione e formazione professionale,porti ed aeroporti,reti di trasporto locale, armonizzazione dei bilanci pubblici locali, rete finanziaria locale, valorizzazione dei beni culturali ed ambientali,

certificazione di provenienza e di qualità dei prodotti alimentari ed agricoli,normative per al regolamentazione delle attività agricole, etc.

 

 

Per fare tutto ciò la Camera delle Regioni ha bisogno di nuovi organi interni e di strumenti normativi: le Commissioni Regionali per controllare, istituire, sciogliere o accorpare enti, i Progetti di Opere per far affluire finanziamenti europei, statali e privati ,le Direttive per coordinare i regolamenti Locali, le Leggi Cornice per fissare principi da rispettare in sede regionale.     

Le materie di legislazione concorrente vanno abolite.

Ci sono anche altri aspetti della Costituzione che potrebbero essere migliorati, come ad es. l’art 69, ma concentrarsi sui temi sopra citati è più importante per migliorare finalmente la gestione del nostro territorio.

 

 

 


Le  rinnovabili  oggi

 

Democrazia e riforme 

 

 

Le istituzioni sono storicamente il riflesso dell’evoluzione della societa’, ma una buona organizzazione formalizza, cioe’ istituzionalizza , le buone pratiche e viceversa, non quelle negative.

Se la societa’ prende una china d’involuzione per motivi economici e di carenza nella moralita’ o nell’eticita’ nelle relazioni sociali e nella classe dirigente , il riformatore non segue la tendenza, ma anzi si trasforma in difensore delle conquiste civili e dei buoni costumi e quindi, apparentemente, in conservatore.

 

Sovranita’ popolare e’ legittimazione ad esercitare funzioni e poteri pubblici, attraverso l’elezione di rappresentanti scelti dagli elettori.

 

Il suffragio universale diretto e’ il punto di arrivo di un’evoluzione che parte dal diritto di voto riservato ai contribuenti  ricchi,, passando a quello riservato a chi sa leggere e scrivere, ma sempre escludendo le donne. 

Prima dei parlamenti eletti avevamo assemblee di esponenti delle categorie sociali scelti dall’ alto.

In realta’ non sono tanto i problemi economici e di moralita’ a minare il funzionamento della democrazia, che ha in sè gli anticorpi per cacciare i corrotti, quando si informa e si fa decidere in modo corretto al popolo.

 Piu’ spesso , storicamente, le crisi politiche sono causate o aggravate da chi è insofferente per i confronti, i contrasti ed anche le contraddizioni che la dialettica  democratica esprime per sua natura, probabilmente perchè teme e rifiuta una vera alternanza al governo.

L' intolleranza verso gli ostacoli frapposti dalle opposizioni e le lentezze che il metodo democratico comporta e’ spesso stata la giustificazione invocata per svolte autoritarie e cesariste, che avvelenano la storia d’Italia sin dall'antichità.

La legge elettorale con il premio di maggioranza e’ l’esempio piu’ chiaro di come si forgia una classe politica autoritaria e foriera di corruzione e di servilismo.

 

In Italia il premio di maggioranza fu introdotto dal ministro fascista Acerbo, poi fu ripresa negli enti locali, comuni e regioni, per renderli si disse, governabili. Di fatto dagli anni novanta è tutto un susseguirsi di infiltrazioni mafiose, sprechi e corruzione soprattutto negli enti locali, un prezzo molto alto per la governabilità, ma almeno così la classe dirigente dei mille campanili ha messo a tacere la fastidiosa opposizione .

In seguito ancora si volle il premio di maggioranza per l'elezione del Parlamento; bocciata quella legge elettorale dalla Corte Costituzionale per violazione del principio di uguaglianza del voto, il premio è stato resuscitato ancora grazie ad un  miserabile accordo segreto tra i due maggiori partiti, stipulato all’ insaputa degli elettori prima delle elezioni , che così hanno eletto candidati imposti dai partiti che perseguivano programmi e "riforme" di cui tutti gli elettori erano all'oscuro.

 

Michele Partesotti

       democrazia diretta

La democrazia rappresentativa è realizzata con la legge elettorale che permette ai cittadini di esercitare la sovranità popolare nei modi della Costituzione e cioè attraverso le elezioni politiche .

Il referendum è invece l’unica espressione di democrazia diretta, nel quale l’elettore dev’essere serenamente informato nel merito, sugli effetti che questa o quella legge producono.

 Allora , sebbene i motivi per criticare il governo siano tantissimi, gravissimi ed anche urgentissimi io chiedo perché l’informazione televisiva e non evita accuratamente di informare gli elettori sugli effetti e sulle ragioni che giustificano le vantatissime  riforme ?

 

Se la ratio della rigidità della Costiuzione prevede il referendum Costituzionale per far partecipare l’elettorato direttamente alle decisioni nel merito perché non si informa in modo puntuale l’elettore sulle funzioni del nuovo Senato?

Perché non si discute delle ragioni che rendono utile o necessaria la nomina dei senatori da parte dei partiti , anziché la loro elezione da parte dei cittadini?

Perché non si riflette serenamente su come il premio di maggioranza abbia dissolto la dialettica tra maggioranza ed opposizione nei consigli comunali e regionali?

 Se invece è lecito trasformare il referendum costituzionale in un plebiscito pro o contro il governo allora perché non si parla del motivo per cui nella scuola sono stati aboliti i diritti sindacali in materia di mobilità e di retribuzione?

Perché non si fa l’unica vera , urgente e grande riforma macroeconomia, quella della redistribuzione del carico fiscale?

Perché non si fa una lotta efficace contro intere categorie di lavoro che praticano sistematicamente l’evasione fiscale, scaricando il peso della contribuzione sui dipendenti e sulla casa?

Perché non si divulgano i dati sul crollo della produzione in Italia?

Perché si è fatto credere agli elettori che la crisi economica si risolvesse grazie al segno più in borsa?

Perché non si informano i cittadini di quanto sono costati all’INPS gli scontri contributivi ammessi dal Jobs Act?

Perché non si divulgano dati analitici sulla disoccupazione e sulla distribuzione del reddito?

Perché non si denuncia con forza l’inconsistenza del piano d’investimenti europeo, in confronto all’ARRA di Obama?

 


 

ANCHE FATTI MINORI SUL PIANO INTERNAZIONALE COME IL FALLIMENTO DI ISTITUTI DI IMPORTANZA MARGINALE , PROPRIO PERCHE’ RESI INEVITABILI DAL VETO POSTO DALL’AMMINISTRAZIONE EUROPEA, DEVONO ESSERE CONSIDERATI ALLA LUCE DEI CRITERI ISPIRATORI  DEI TRATTATI INTERNAZIONALI.

A QUESTO PROPOSITO IN PRIMIS LA COSTITUZIONE ITALIANA STABILISCE CHE L’ITALIA ACCETTA LIMITAZIONI DI SOVRANITA’ SOLO IN CONDIZIONI DI PARITA’ CON GLI ALTRI PAESI

PERCIO’ REGOLAMENTI E  NORME CHE CONTRADDICONO O RENDONO IRRAGGIUNGIBILI  I  PRINCIPI QUALIFICANTI DEI TRATTATI VANNO DISAPPLICATI PERCHE’ NON SONO STUMENTI UTILI PER STABILIRE UN ORDINE INTERNAZIONALE FONDATO SU GIUSTIZIA ED EQUITA’

 

INOLTRE NON SI POSSONO NEGARE AIUTI DI STATO ALLE BANCHE DI UN PAESE, DOPO CHE SONO STATI CONCESSI A MOLTI ALTRI, SOLO PERCHE’ IL GOVERNO DI QUEL PAESE NON E’ STATO ABBASTANZA ACCORTO E SOLLECITO DA CHIEDERE IL PERMESSO IN TEMPO: SI TRATTA DI UNA LOGICA BUROCRATICA AUTORITARIA IMMOTIVATA SOTTO IL PROFILO ECONOMICO E GIURIDICO

 

PIU’ IN GENERALE , LE REGOLE STABILITE PER GOVERNARE L’EROGAZIONE DI FONDI EUROPEI DEVONO RIPORTARE ALL’OBIETTIVO DELLA COESIONE SOCIALE ED ECONOMICA, PASSANDO ATTRAVERSO UNA GESTIONE SOLIDALE DELLE RISORSE, CHE NON DISTRUGGA LE ECONOMIE DELLE REGIONI MENO EFFICIENTI, MA AL CONTRARIO DIA TEMPO E MODO A TUTTI DI ACCEDERE AI FINANZIAMENTI NECESSARI IN TEMPI DI CRISI, PER ARRIVARE VERAMENTE AD UNO SVILUPPO DIFFUSO PORTATORE DI OCCUPAZIONE.

 

IL PRINCIPIO DI SUSSIDIARIETA’ APPLICATO IN MODO DA VINCOLARE I FINANZIAMENTI EUROPEI NELL’AMBITO DI PROGETTI CALATI DALL’ALTO E  CON TEMPI DECISI ED APPLICATI IN MODO AUTORITARIO HA PORTATO L’ EUROPA LONTANO DAI TRAGUARDI STABILITI NEL TRATTATO DELL’UNIONE

 

IN SOSTANZA L’EUROPA, SE VUOLE CONTINUARE A CHIAMARSI UNIONE EUROPEA, DEVE RENDERE ACCESSIBILI I FONDI NECESSARI ALLO SVILUPPO PROPRIO NEI TERRITORI DELL’UNIONE CHE FATICANO DI PIU’ AD ACCEDERVI , PERCHE’  QUELLI PIU’ IN DIFFICOLTA’ NE HANNO DAVVERO BISOGNO URGENTE.

                                 

 RISTRUTTURAZIONE DEL LAVORO 

 

Sul sole c’è un bell’articolo di fondo che parla della necessità di avere un nuovo Di Vittorio al sindacato, che rompa gli schemi iper garantisti a favore delle vecchie generazioni e che renda possibile creare nuovo lavoro per quelle nuove.

Si deve obiettare che la generazione del baby boom non è privilegiata per il semplice motivo che sarà la prima ad andare in pensione a 65 anni dopo che in genere ha cominciato a lavorare presto, prima dei 20 anni, ma non è questa la riflessione più importante.

Perché invece non pensare ad un altro Olivetti , ad un altro Gianni Agnelli, un altro Enzo Ferrari, un altro Conte Agusta, o un altro Raul Gardini eccetera eccetera.

Dove sono gli imprenditori che si gettano anima e corpo con tutte le loro risorse, rischiando tutto per dare all’Italia un sistema industriale importante e moderno ?

Cosa fa il governo nazional dem. di Renzi per proteggere i buoni costumi dell’economia civile nel nostro paese?

Quando si ascolta la radio e la TV si sente sempre solo tele leopolda che reclamizza le virtù del Jobs act e delle grandi riforme, ma in realtà si sta mettendo in gioco, attraverso il consolidamento della decontribuzione fiscale , lo stasto sociale con le pensioni, il servizio sanitario ed i servizi che dipendono dai comuni e dalle regioni.

Anche sulla scuola si parla solo di riforme , ma i tanto sbandierati investimenti della buona scuola sono meno di un quinto di quello che a suo tempo venne tagliato dalla coppia Gelmini-Tremonti.

Perciò  propongo un sistema di

“CERTIFICAZIONE DI QUALITA’ SOSTENIBILE“

che consenta all’ Unione europea di applicare delle tariffe doganali sui prodotti di aziende che non rispettano l’ambiente e la dignità dei lavoratori perché sfruttano i minori e le donne, non danno il riposo settimanale e le ferie, inquinano senza regole. Sarebbe un primo passo per superare l’assioma ideologico neo liberista secondo cui il commercio internazionale non deve conoscere regole.

In ogni caso non  qualsiasi governo che abbia a cuore il proprio paese deve agire per proteggere il sistema economico interno dall’ aggressione di una concorrenza sleale che dopo aver smantellato un quarto dell’industria adesso , attraverso i tagli, ci costringe a smantellare anche il sistema di sicurezza sociale dello stato distruggendo così il capitale umano ed il tessuto sociale su cui si basa lo stesso mercato competitivo

 

Revolution

ALCUNE IDEE RIVOLUZIONARIE

 

Il nodo dello scambio basato esclusivamente sulla moneta si  intreccia  con un altro nodo , quello della proprietà privata dei mezzi di produzione che si tramanda da una generazione all’altra, ed entrambi formano il vero nodo gordiano indissolubile che lega al giogo del declino ,paradossalmente, il destino di economie arretrate insieme a quello di sistemi economici maturi , entrambi incapaci di generare e di rigenerare una classe imprenditoriale all’ altezza dei compiti e disposta a sacrificare i privilegi a vantaggio della comunità identitaria.

 

Il nodo della successione nella conduzione di imprese grandi e piccole deve porre il problema di nuove regole che possano imporre limiti al diritto di proprietà quando esso si innesca sull’ attività d’impresa: servono norme più articolate sulla successione, che vincolino gli eredi a dimostrare di sapere e di volere agire con la necessaria capacità imprenditoriale anche a vantaggio della società in cui operano , pechè altrimenti si potrebbe spesso arrivare allo smantellamento della produzione o per l' incapacità di reggere alla concorrenza, o a causa del trasferimento dell'azienda a vantaggio di soggetti che difendono per lo più interessi antagonisti sia sul piano della competizione di mercato, che su quello degli interessi  delle comunità in cui l'impresa opera.

 

A questo si deve aggiungere che sostenere lo stato sociale nella situazione attuale richiede la capacità di trovare il modo di dare da un lato ossigeno all’impresa locale e dall’altro di riuscire a tassare gli extraprofitti.

Questi ultimi ,infatti , rappresentano un costo sempre più insostenibile per le economie più deboli, in quanto non  remunerano l'attività dell’imprenditore nell'azienda , ma premiano soggetti che sempre più spesso sono lontani dal buisness legato alla produzione , il che rende inaffidabile l'impegno in termini di investimenti e di remunerazione del lavoro a sostegno dei consumi.

Sostenere la produzione ed il lavoro è una mission della politica economica sociale che deve mettere ai margini gli interessi del capitale che specula senza un legame con gli investimenti produttivi, a partire da chi per massimizzare i profitti trasferisce  anche le risorse finanziarie che sono indispensabili per far continuare o rinnovare l'azienda.

Lo spirito che anima la cattiva speculazione è diametralmente opposto a quello di chi rischia in borsa per guadagnare, mettendo a disposizione le proprie risorse finanziarie a vantaggio delle aziende.

La cattiva speculazione indirizza malamente i risparmiatori , facendo loro credere che continuano ad essere sicuri gli investimenti più rischiosi, spingendoli nel baratro delle bolle speculative per sottrarvisi quando sanno che i titoli crolleranno..

 

 Una risposta al problema delle risorse finanziarie non autarchica, ma nemmeno globalista , può essere quella di formalizzare forme societarie nuove dedicate alle PMI , parallelamente alla creazione di  borse locali  che consentano sia agli enti pubblici di una certa dimensione, sia alle PMI stesse ed agli istituti di credito presenti nel territorio di operare scambiando proprie obbligazioni ed azioni, attraverso la quotazione di nuovi titoli privati e pubblici, su nuovi mercati mobiliari regionali: si tratterebbe di ricostruire una rete di Borse locali.

 

Un’altra emergenza drammatica a cui far fronte con tempestività è quella dei prestiti con tassi vicini alla soglia di usura: chiunque sia vittima di questi mutui insostenibili, sia una famiglia o un’impresa, deve poter accedere ad un prestito sostitutivo della Cassa depositi e prestiti o di associazioni di banche che permettano di rinegoziare gli interessi a tassi più bassi.

    

Si devono difendere i costumi di civilta’ sociale che sono il punto di arrivo di mediazioni sofferte nel corso di secoli.  il rischio da evitare e’ pero’ quello di cadere nella trappola mortale del mercantilismo, autentico ferro vecchio della delle teorie economiche ,che ci spinge ad essere in conflitto gli uni contro gli altri  armati, perche’ attraverso il protezionismo genera un’escalation di azioni e reazioni nazionali ed internazionali.

I buoni costumi della tutela della dignita’ del lavoro e della difesa della natura, dal punto di vista economico altro non sono che la “moneta buona” che rischia ad ogni passo di essere cacciata dalla  “moneta cattiva” delle pratiche produttive e commerciali senza regole.

nella tradizione civile inglese  e’ la consuetudine , radicata nella popolazione, che riesce a far prevalere principi e valori a dispetto della volonta’ prevaricatrice dei tiranni; nella cultura di derivazione latin invece,  anche e soprattutto in quella popolare, e’ la legge scritta a fare da baluardo contro le prevaricazioni dei prepotenti. 

Quello che mette in crisi sul piano dei rapporti economici entrambi questi orientamenti culturali e sociali e’ l’invasione aliena delle produzioni globali, che si moltiplicano grazie alla crescita con progressione geometrica di una sorta di delocalizzazione di incalcolabili risorse finanziarie.

 la creazione di ingenti riserve nei fondi della finanza globale genera forze imprevedibili ed incontenibili che da un lato sottraggono risorse alle economie da cui questi extra profitti provengono, dall’altro producono la capacita’ di esercitare pressioni politiche che condizionano in modo incontenibile tutti i centri di potere industriali, politici e bancari.

In questo contesto quello che puo’ farci uscire dall’impasse non e’ ne’ il protezionismo ne’ l’autoreferenzialita’, ma e’  paradossalmente proprio l’utopia che abbiamo abbandonato con la distruzione delle cosidette ideologie.

L’utopia e’ pericolosa se perseguita con radicalismo ed integralismo, ma e’ anche la bussola che  puo’ indicarci la direzione da seguire.  mi riferisco a quello che e’ stato riassunto nello slogan “lavorare meno lavorare tutti” e che meno banalmente significa dare la precedenza alle necessita’ della produzione e del consumo sostenibili rispetto alle pretese dell’accumulazione del capitale: questo significa da un lato accantonare le risorse per rigenerare continuamente la capacita’ produttiva rinnovandola , dall’altro distribuire la ricchezza in modo da dare dignita’ al lavoro ed impulso alla domanda.

 Si tratta di applicare i principi costituzionali della funzione sociale dell’iniziativa economica e di progressivita’ nell’imposizione fiscale , che non deve conoscere eccezioni ne’ a favore degli armatori, ne’ a favore dei costruttori di automobili, ne’ tantomeno a favore di chi commercia on line con sede virtuale in paradisi fiscali. gli sconti si possono e si debbono fare, anche in proporzione ingente, a chi investe la maggior parte degli extraprofitti nel territorio ove queste ricchezze sono state prodotte.

Tutto questo puo’ essere realizzato da un potere politico democratico che sappia governare il sistema economico senza subire le pressioni di portatori d’interessi alieni, utilizzando la leva fiscale per favorire gli investimenti ed una politica dei dazi selettiva verso le aziende, per avvantaggiare quelle che rispettano la dignita’ del lavoro e la difesa dell’ambiente.

 

Lega dei democratici

 

 

 

 

L'art 120 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea stabilisce che

"Gli Stati membri attuano la loro politica economica allo scopo di contribuire alla realizzazione degli obiettivi dell'Unione definiti all'articolo 3 del trattato sull'Unione europea"

L'art 3 del trattato sull'Unione Europea in ambito di politica economica stabilisce che

"..(L'Unione)  Si adopera per lo sviluppo sostenibile dell'Europa, basato
su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un'economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale,.."

 

A proposito d'incremento del reddito , il più geniale economista che si sia occupato di recessione di un'economia capitalista - J.M.Keynes - ha scritto tra l'altro  che

"..il potere d'acquisto aggregato di un paese può essere aumentato solamente 1) con un incremento di spesa della comunità finanziata con prestiti 2) con il miglioramento della bilancia commerciale , in modo tale che un'ampia proporzione della spesa corrente si trasformi nuovamente in reddito nelle mani dei produttori interni.  

C'è comunque una grande differenza tra i due metodi , poichè soltanto il primo è valido per il mondo nel suo insieme. Il secondo significa semplicemente che un paese sta assorbendo occupazione e potere d'acquisto a spese del resto del mondo.."

 

Tutto questo spinge a considerare come un "boia" dello sviluppo e della crescita  chi propone tagli anche alle spese per investimenti e per erogare servizi pubblici che incrementano il valore del reddito, in periodi di grave recessione e stagnazione, nella maggior parte dei paesi.

E' urgentissimo invece avviare dei massicci programmi di prestiti per investimenti pubblici selettivi sia dal punto di vista della qualità che da quello della destinazione geografica. Gli investimenti ed i prestiti , anche sotto forma di agevolazioni fiscali per nuovi investimenti privati, devono mirare a salvare i distretti e le aziende delle aree soggette a declino, cioè quelle dove si sta sedimentando un equilibrio di sottocupazione che logora le risorse umane e produttive.

Oggi lasciar fallire un'azienda o un distretto produttivo non significa più lasciare che nuove aziende più efficienti sostituiscano quelle obsolete, perchè le produzioni che si perdono verranno sostituite da produttori esterni, probabilmente extreuropei.

Allora mutatis mutandi 

siccome il così detto patto di stabilità non ha l’autorevolezza di un trattato, e siccome il Trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nell'unione economica e monetaria dal quale il patto di stabilità trae legittimazione all’art 2 co 3 stabilisce che

 

Il presente trattato si applica nella misura in cui è compatibile con i trattati su cui si fonda l'Unione europea e con il diritto dell'Unione europea...  

 

 Il patto di stabilità non solo va ridiscusso alla luce del sole , ma va proprio sospeso sine die-

 

 

 

ITALICUM     O    PORCELLINUM ?



Una legge elettorale che funzioni bene non può prescindere dalla coerenza con i principi costituzionali e democratici, così come un comportamento mite ed educato è propedeutico al rispetto delle regole, anche di quelle dello Stato.


Se è vero che la negazione del diritto a scegliere i propri candidati non è coerente con il principio della rappresentanza,


se è vero che una barriera d’ingresso elevata impedisce la rappresentanza di quote anche importanti di elettori,


se è vero che il premio di maggioranza non permette di avere un voto uguale perchè aumenta il peso del voto di chi ottiene il premio,


se è vero tutto questo allora è vero anche che la nuova legge elettorale  è poco democratica e sostanzialmente incostituzionale.


Allora come cittadino elettore sostenitore della Costituzione e della democrazia propongo che la nuova legge elettorale, così simile a quella che l’ha preceduta, ne erediti anche il nome, almeno in parte.

Da dove viene il premio di maggioranza ?


DA DOVE VIENE IL PREMIO DI MAGGIORANZA ?



L’Italia è probabilmente il primo ed il principale paese con tale sistema elettorale, che fa governare senza interferenze di minoranze i Comuni, le Regioni e da qualche lustro anche il paese.


Il premio di maggioranza è stato recentemente dichiarato incostituzionale dalla sentenza della Corte Costituzionale con Sentenza  1/2014 poiché:


.. “comprometterebbe poi l’eguaglianza del voto e cioè la «parità di condizione dei cittadini nel momento in cui il voto viene espresso», in violazione dell’art. 48, secondo comma, Cost., tenuto conto che la distorsione provocata dalla predetta attribuzione del premio costituirebbe non già un mero inconveniente di fatto, ma il risultato di un meccanismo irrazionale poiché normativamente programmato per tale esito.” .. Cioè in sostanza secondo la Corte Costituzionale il premio di maggioranza viola il principio secondo cui il voto dev’ essere uguale, perché ciascun voto deve avere lo stesso peso nelle elezioni.


Visto che però la maggior parte dei politici non demorde e vuole riproporre una legge elettorale con il premio di maggioranza, mi chiedo cosa ci ha dato fino ad oggi questo meccanismo.


Esso fu introdotto da un Ministro di Mussolini di nome Giacomo Acerbo, che permise con questo espediente di dare al Partito Nazionale Fascista i 2/3 dei voti nelle elezioni del 1924, quelle che nelle intenzioni del Re e dei moderati dovevano servire a utilizzare Mussolini ed i fascisti per far pulizia di comunisti e socialisti. Solo che poi Mussolini non se ne andò come speravano i moderati e finì che si votò anche per la trasformazione della Camera dei Deputati in Camera dei Fasci e delle Corporazioni.


Fino a qui le origini storiche non esattamente “ nobili “ per chi si dichiara democratico.


Poi ancora il premio di maggioranza è di nuovo introdotto per stabilizzare  le Giunte regionali e comunali, con i risultati di buon governo locale che sono ormai evidenti in termini di costi, di tasse , di disservizi e di corruzione, perché il premio ha blindato le maggioranze ed ha annullato qualsiasi dialettica politica nei Consigli, impedendo evidentemente alle minoranze di svolgere la loro essenziale funzione di controllo sulla maggioranza.


Infine esso è stato voluto dalla Lega Nord nella legge elettorale nazionale con l’intento malcelato di generare scollamento tra una classe politica chiusa nel suo mondo e gli elettori, portando   evidentemente acqua verso la causa della seccessione.


Ma evidentemente tutto questo non basta ai politici “talpa” che hanno ottime ragioni per temere i gufi.


       Democratici unitevi !

Il premio di maggioranza rappresenta una forzatura del principio dell'uguaglianza del voto diversa dal maggioritario: con il maggioritario è l'elettore che decide se rischiare di disperdere il voto, scegliendo un partito minoritario, col premio di maggioranza viene imposta dall'alto la dittatura di chi ha avuto la maggioranza relativa.

Chi è nato e cresciuto politicamente all'ombra del premio di maggioranza non si accorge neanche della propria arroganza e presunzione

 






Curato dal Prof. Michele Partesotti  

https://michelepartesotti.wordpress.com/